Un altro film di Miyazaki che “tocca l’anima” come dicono i critici.

Protagonista una ragazzina imbronciata e un po’ antipatica, all’inizio del film, a causa del trasloco con la sua famiglia.

Poco prima di arrivare nella nuova residenza, il padre sbaglia strada e si addentra in un sentiero che finisce con un tunnel, dove puoi proseguire solo a piedi.

I genitori incuriositi decidono di dare un’occhiata.

La ragazza non è d’accordo, sentendo che c’è qualcosa che non va, ma li segue.

Ecco che arrivano in una città deserta dove ci sono solo ristoranti. Ne trovano uno aperto e iniziano a mangiare, tranne lei, che vuole andar via.

Si trasformano in maiali, suppongo si riferisca all’ingordigia.

E da ora in poi la ragazza sarà da sola, seppur aiutata da vari amici , trovati durante l’avventura.

La città è governata da una strega che gestisce delle terme per spiriti ed esseri soprannaturali.

Incontreremo di nuovo i simpaticissimi pallini neri, gli spiritelli della fuliggine, visti ne ” il mio vicino Totoro”.

Perderà una parte di lei, crescerà durante il periodo che aiuterà i suoi genitori a tornare umani e si ritroverà, aiutando anche il suo amico Haku a ritrovare se stesso.

Lavorerà sodo e mostrerà la sua forza.

Farà un patto con una strega cattiva e riuscirà alla fine a distruggerlo.

L’amore arriverà nella sua vita e dovrà usare tutto il suo coraggio nel momento in cui egli sarà in pericolo.

Si meriterà il rispetto di tutti , lasciandosi alle spalle la bimba viziata e brontolona che era.

Bello bello bello.

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