Trasposizione cinematografica de “La piccola scopa” di Mary Stewart. Mary, una bimbetta tutto pepe, con dei ribelli capelli rossi, trascorre le vacanze estive dall’anziana prozia, in attesa che cominci la scuola e che tornino i suoi genitori. La bimba si annoia, vorrebbe rendersi utile ma combina un disastro dopo l’altro, a causa della sua goffaggine. I capelli rossi e crespi, come non manca mai di ricordarci, sono per lei motivo di imbarazzo ed insicurezza. Anche Peter, il primo bambino che conosce, la prende subito in giro per questo. Grazie a due gattini, che catturano la sua attenzione mentre si trova a pranzare da sola, scoprirà la foresta del villaggio e i segreti che nasconde. Un fiore magico la porterà in un mondo magico e spaventoso ma, con la sua tenacia e forza di volontà, riuscirà ad evitare il peggio. Ai critici non è piaciuto questo film. Molto duri con il “discepolo” di Miyazaki. A me ha ricordato molto quest’ultimo e non mi è dispiaciuto affatto. Inoltre i temi trattati e i personaggi che richiama, sono a me molto cari. L’uomo stesso sarà la causa della sua distruzione, non pensando alle terribili conseguenze dei suoi esperimenti, avido di un potere sempre maggiore. Un Potere, che riesce a corrompere anche gli animi più gentili. Basta utilizzare la scienza in modo inappropriato. Basta sperimentare sugli animali. Basta con la violenza sugli animali e sui bambini, vittime indifese di un mondo malato.

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